Cassazione: per l’assegno di divorzio vale il reddito netto dell’ex

In riferimento ai parametri che stabiliscono l’importo dell’assegno di divorzio, il contributo va calcolato sulla base dei redditi netti di ciascun coniuge e dell’apporto del partner debole alla realizzazione della vita familiare. Lo ha chiarito la Corte di Cassazione nell’ordinanza n. 651/2019, accogliendo il ricorso di un ex marito. La Corte d’appello aveva dichiarato la cessazione degli effetti civili del matrimonio, ponendo a carico dell’uomo un assegno divorzile di 200 euro mensili, comparate le condizioni economiche. Emergeva infatti una disparità economica, avendo la ex moglie subito una riduzione delle ore di lavoro con contestuale riduzione dello stipendio, mentre l’uomo godeva di una situazione più stabile e florida avendo addirittura potuto acquistare, dopo la separazione, una casa.
Le censure dell’ex marito sono fondate con riguardo alla non omogeneità dei dati messi in comparazione al fine di valutare la situazione economico-patrimoniale. Invero, la disparità reddituale tra i coniugi sarebbe stata fondata su circostanze non vere, smentite dagli atti prodotti, tra l’altro comparando il reddito “lordo” percepito dal marito in luogo di quello netto percepito dalla moglie. Come chiarito dalla Cassazione, la valutazione in ordine alle capacità economiche del coniuge obbligato ai fini del riconoscimento e della determinazione dell’assegno a favore dell’altro coniuge, non può che essere operato sul reddito netto e non già su quello lordo, poiché in costanza di matrimonio la famiglia fa riferimento al reddito netto.
Alla luce di tali elementi il ricorso va accolto e la sentenza cassata con rinvio.

Cass., VI civ., ord. n. 651/2019

 

2019-01-28T17:21:25+00:00 28 gennaio 2019|