Guida in stato di ebbrezza: la particolare tenuità esclude la confisca

Non è ammessa la confisca del veicolo nel caso in cui il conducente in guida in stato di ebbrezza sia ritenuto non punibile per particolare tenuità del fatto.

E’ quanto stabilito dalla Corte di Cassazione,  IV sez. penale, sentenza n. 7526 del 19 febbraio 2019.

Nell’ipotesi di sentenza di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti per il reato di cui all’ art. 186, comma 2, lett. c), cod. strad., il giudice ha l’obbligo di disporre la confisca del veicolo condotto dal trasgressore, quale sanzione amministrativa accessoria. Invero, il giudice, in tali casi, deve disporre la confisca e la sentenza essere  trasmessa al prefetto competente, salvo che il veicolo appartenga a persona estranea al reato, senza che rilevi che il veicolo oggetto di confisca sia stato sottoposto a sequestro preventivo.

Tuttavia, la normativa non contemplando la confisca nei casi in cui il trasgressore riporti una pronuncia diversa da quelle di cui sopra, pone il problema della confiscabilità del veicolo nell’ipotesi in cui l’imputato sia ritenuto non punibile per la particolare tenuità del fatto.

Secondo la giurisprudenza di legittimità, in tema di guida in stato di ebbrezza, in caso di esclusione della punibilità per particolare tenuità del fatto, sussiste il dovere per il giudice di disporre la sospensione della patente di guida, essendo necessario ma anche sufficiente l’accertamento del fatto, mentre per la confisca del veicolo, la norma richiede una pronuncia di condanna o di applicazione della pena su richiesta delle parti.

Cassazione penale, sez. IV, sentenza n. 7526 del 19.02.2019

2019-05-08T19:50:40+00:00 8 maggio 2019|