Step child adoption: Anche la madre non biologica deve considerarsi madre sin dalla nascita

La Corte d’Appello di Napoli, con una storica decisione, ha accolto la domanda di stepchild adoption di una madre non biologica, di una coppia di donne unite civilmente. La madre “non biologica”, è mamma fin alla nascita se ha condiviso con la compagna la scelta della procreazione assisstita (Pma).
La Corte ha non solo aperto la via all’adozione in casi speciali, ma lo ha fatto con argomenti che vanno oltre la tutela minima approntata dalla stepchild adoption, che ha il limite di essere subordinata ad una richiesta. Per i giudici, le regole della legge 40/2004 – secondo la quale i nati a seguito della Pma hanno lo stato di figli della coppia che ha espresso la volontà di ricorrere alla pratica – devono valere anche per le coppie omosessuali, che illegalmente o all’estero hanno fatto ricorso a questa tecnica come nel caso esaminato. Uno status di figlio che opera anticipatamente per effetto del consenso, garantendo una tutela ancora più forte, in quanto a stabilità dello stato, rispetto a quella del nato da procreazione naturale.
In definitiva, la partner della madre biologica non è una sorta di terzo genitore, come avviene nelle famiglie c.d. ricomposte, bensì è un secondo genitore, l’unico che il minore possa avere, e tale ruolo viene assunto anche prima del concepimento, avendo contribuito alla “generazione”, non rilevando se avvenuto con il solo consenso.

Di qui il dovere, accertata al presenza di tutti i requisiti, di concedere l’adozione.

Corte d’Appello di Napoli , Sentenza 4 luglio 2018 n.145

2018-09-11T15:12:13+00:00 11 settembre 2018|