AES (Advanced Encryption Standard)
Le violazioni di dati sono all’ordine del giorno. Qui entra in gioco AES, l’unico algoritmo di blocco che le grandi aziende considerano veramente sicuro. Usa chiavi da 128, 192 o 256 bit, e il suo ritmo di cifratura è talmente veloce da far impallidire molti concorrenti. Per i file a riposo o per le comunicazioni TLS, AES‑256 è il gold standard. Per approfondire visita corsecavallibet.com.
RSA (Rivest‑Shamir‑Adleman)
Quando devi scambiare chiavi pubbliche senza una PKI preconfigurata, RSA è il tuo alleato. Con chiavi di 2048‑bit o più, garantisce la non ripudiabilità dei messaggi firmati, perfetto per firme digitali e certificati SSL. È lento, ma la sua solidità è imbattibile per l’autenticazione.
ECC (Elliptic Curve Cryptography)
Se il tempo di calcolo è il tuo nemico, ECC taglia il consumo di banda del 60% rispetto a RSA. Curve come secp256r1 offrono la stessa sicurezza con chiavi di soli 256 bit. Ideale per dispositivi IoT, smartphone e blockchain.
SHA‑256
Il valore di hash è il cuore della verifica dell’integrità. SHA‑256 produce un digest di 256 bit, resistente alle collisioni pratiche. Usalo per blocchi di transazione Bitcoin, per firme di certificati X.509 e per verificare firmware scaricati.
Blowfish
Vecchio ma ancora pratico, Blowfish è veloce e richiede solo 32‑bit di blocco. Perfetto per cifrare password di vecchi sistemi legacy dove la compatibilità è più critica della pura modernità.
Twofish
Il fratello maggiore di Blowfish, con chiavi fino a 256 bit e blocchi da 128 bit. Twofish è stato candidato finalista per AES e ora brilla in applicazioni di backup su disco dove la velocità di scrittura è cruciale.
ChaCha20
Qui trovi la risposta alle vulnerabilità dei flussi RC4. ChaCha20 è un algoritmo di flusso basato su operazioni di addizione, XOR e rotazioni, estremamente rapido anche su CPU senza istruzioni AES. Viene usato in TLS 1.3 e nei protocolli Signal.
SHA‑3 (Keccak)
Quando desideri un’alternativa a SHA‑2, SHA‑3 è la scelta. Offre la stessa lunghezza di output ma con una struttura sponge che lo rende più robusto contro possibili future crittanalisi. Ideale per hash di password e firme post‑quantistiche.
PBKDF2
Le password non vanno mai memorizzate in chiaro. PBKDF2 applica HMAC‑SHA‑256 migliaia di volte, rallentando gli attacchi brute‑force. Usalo per login web, gestione di account amministrativi e per derivare chiavi da passphrase.
MD5 (Legacy)
Ok, è rotto. Però trovi ancora MD5 incastonato in vecchi sistemi di checksum. Usa solo per controllo di integrità non critico, mai per firme o autenticazione. Sostituiscilo subito con SHA‑256 o SHA‑3.
Azione immediata
Implementa subito AES‑256 per i dati sensibili.