Se l’imputato non si è avvalso dell’incidente probatorio e non ha inserito il minore nella lista dei testimoni, il processo non può considerarsi iniquo.
La violenza sessuale su minori è di certo uno dei reati più odiosi tra quelli che il nostro ordinamento sanziona. Avverso di essa, quindi, gli strumenti di tutela e di condanna devono essere particolarmente rigidi.
Una testimonianza di tale assunto è stata recentemente offerta dalla terza sezione penale della Corte di cassazione, la quale, con la sentenza numero 1620/2016, ha sancito che la condanna per un simile reato può legittimamente scattare anche solo sulla base della testimonianza de relato, nel caso in cui l’imputato non si sia avvalso dell’incidente probatorio e non abbia inserito il minore nella lista dei testimoni.
(Cassazione penale, Sez. III, sentenza n. 1620/2016)