Responsabilità medica: non ricade sul paziente l’onere della prova a seguito di infezione da emotrasfusione.

L’orientamento della Corte di Cassazione precisa che spetta alla struttura sanitaria presso la quale venne praticata l’emotrasfusione di dover provare di avere rispettato le leges artis circa il reperimento del plasma e la conseguente iniezione.

Non spetta dunque al paziente infettato provare la negligenza della struttura.

In altri termini, “nella controversia tra il paziente che assuma di avere contratto un’infezione in conseguenza d’una emotrasfusione, e la struttura sanitaria ove quest’ultima venne eseguita, non è onere del primo allegare e provare che l’ospedale abbia tenuto una condotta negligente o imprudente nella acquisizione e nella perfusione del plasma, ma è onere del secondo allegare e dimostrare di avere rispettato le norme giuridiche e le leges artis che presiedono alle suddette attività”.

Nel caso in cui il paziente agisca per responsabilità contrattuale, dovrà semplicemente allegare la condotta inadempiente.

Il provvedimento della Corte di Cassazione trae origine dalla vicenda di una donna che assumeva di aver contratto un’infezione virale in conseguenza di una emotrasfusione a cui era stata sottoposta in ospedale. La domanda, accolta in primo grado, veniva invece rigettata dalla Corte d’Appello, la quale si soffermava sull’assenza del supporto probatorio, a sostegno della domanda, circa l’approvvigionamento del plasma.

Secondo la Cassazione, invece, la paziente aveva giustamente allegato, a fondamento della colpa della struttura sanitaria, di avere subito un danno alla salute in conseguenza di un trattamento sanitario e, pertanto, aveva invocato la responsabilità contrattuale della struttura sanitaria, assolvendo compiutamente l’onere di allegazione dei fatti costitutivi della domanda.

La Cassazione afferma che la ricorrente “aveva compiutamente assolto in primo grado l’onere di allegazione dei fatti costitutivi della domanda: tale onere, infatti, quando venga invocata la responsabilità contrattuale, si esaurisce nella allegazione dell’esistenza del contratto e di una condotta inadempiente. L’attrice, di conseguenza, non aveva alcun onere di allegare e spiegare come, quando e in che modo l’ospedale […] si fosse approvvigionato delle sacche di plasma risultate infette. Ad essa incombeva il solo onere di allegare una condotta inadempiente del suddetto ospedale. Era, per contro, onere della struttura sanitaria allegare e dimostrare, ai sensi dell’art. 1218 c.c., di avere tenuto una condotta irreprensibile sul piano della diligenza”.

Aggiungeva, inoltre, che “la circostanza che l’ospedale provvedesse o non provvedesse da sé all’approvvigionamento di plasma non era un fatto costitutivo della domanda, ma era un fatto impeditivo della stessa, che in quanto tale andava allegato e provato dall’amministrazione convenuta”.

Corte di Cassazione, sezione VI civile, ordinanza n.10592 del 22.04.2021

2021-05-07T12:52:43+00:00 7 Maggio 2021|