Anche nei confronti del coniuge separato può scattare il reato di maltrattamenti in famiglia.
Il coniuge separato, prima di fatto e poi legalmente, che attraverso persecuzioni telefoniche, minacce e violenze private rende abitualmente dolorosa la relazione con la moglie e i figli.
Ciò è quanto stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione con la sentenza del 24.01.2018 n.3356, nella quale è statuito che la convivenza non è un requisito necessario per far scattare il reato di maltrattamento in famiglia.
Corte di Cassazione – Sentenza 24 gennaio n.3356.